ANCHE A GENOVA SI FORMA IL COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM CONTRO LA DEMOCRAZIA

 

Il taglio del numero dei parlamentari è un provvedimento approvato dal Parlamento borghese in carica: esso prevede un sifìgnificativo decurtamento del numero dei nominati nei due rami della principale istituzione elettiva nazionale.

 

Alla Camera dei Deputati – se passerà il referendum confermativo del prossimo ventinove marzo – essi saranno ridotti a 400, contro i 630 attuali, mentre al Senato della Repubblica si passerà dai 315 di oggi, ai futuri 200: un taglio del 36,50 per cento.

 

Questa novità viene presentata come un provvedimento atto a contrastare la Casta dei politicanti, ma è del tutto evidente che non è così: viene solo ampliato il potere delle dirigenze dei vari partiti.

 

Non ci vuole un laureato con il massimo dei voti in Scienze Politiche per capire che meno sono i posti a disposizione, più è importante trovarsi tra i primi posti nelle liste, decise dalle segreterie, di candidati.

 

Per questo sarebbe importante che fallisse l’ennesima truffa legalizzata ai danni del popolo italiano: senza contare che, l’unico esito certo di questa porcheria, sarebbe quello di ridurre a zero la possibilità di un éxploit imprevisto di qualcuno.

 

Ormai manca un mese e mezzo alla data della consultazione, ed ancora si assiste al completo silenzio, da parte di tutti gli attori in campo, sullo schieramento da adottare rispetto a quello che non è proprio un dettaglio.

 

Finalmente – verrebbe da dire – visto il tempo esiguo rimasto per far sentire la voce di chi non si schiera dalla parte di coloro che si possono definire “ladri di democrazia”, qualcosa si muove nella giusta direzione.

 

Lunedì dieci gennaio, a partire dalle ore 17:30, si tiene – presso il circolo di Rifondazione della val Bisagno, intitolato al partigiano Severino “Dente” Bianchini – la prima riunione del locale Comitato per il NO.

 

Certo, il numero delle presenze – sia in termini di sigle politiche, sia in quello delle persone in carne ed ossa – non appare incoraggiante, ma è un primo tentativo di comprendere chi si schiera dalla parte giusta della barricata.

 

E’ molto probabile che a tanti, in quanto non presenti tra coloro che ricevono regolarmente le comunicazioni del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, non sia neppure arrivato l’invito ufficiale a partecipare.

 

Si possono, comunque, riconoscere militanti di diverse formazioni politiche: dai padroni di casa - che vedono schierati anche iscritti al circolo della val Polcevera - all'Altra Liguria, senza dimenticare la struttura locale di Giustizia e Libertà.

 

Le decisioni operative si esauriscono nella costituzione di una mailing list apposita, e nella convocazione dell'iniziativa di apertura della campagna referendaria, il prossimo mercoledì ventisei - alle ore 18:00, nella stessa sede odierna - con la presenza dell'avvocato Dario Rossi.

 

 

Bosio (Al), 13 febbraio 2020

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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